19-11-2010 — Aprire un asilo nido con il diploma di Dirigente di comunità

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Linee Guida per aprire e creare un Asilo Nido

Premessa: La legge definisce i profili professionali indispensabili per il funzionamento di un servizio educativo e i relativi titoli di studio:

- Diploma di maturità magistrale;

- Diploma di maturità rilasciato dal liceo socio-psico-pedagogico;

- Diploma di abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio;

- Diploma di dirigente di comunità;

- Diploma tecnico dei servizi sociali;

- Titoli equipollenti riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione;

Nella fase transitoria sono ritenuti validi anche i seguenti titoli per l’accesso:

- Diploma di laurea in pedagogia;

- Diploma di laurea in scienze dell’educazione;

- Diploma di laurea in scienze della formazione.

Riferimenti :

- Legge 28Dicembre 2001 n°448

- Legge 27 Dicembre 2002 n°289

Gli Asili Nido nella loro duplice funzione di Servizio educativo e sociale, nel tempo hanno saputo proporre diverse tipologie di servizio, mirate a rispondere ai bisogni delle famiglie con bambini in età 0-3 anni. Con l’obiettivo di fornire proposte capaci di coniugare sempre più i tempi di cura e i tempi di lavoro dei genitori e le esigenze produttive del territorio e nell’intento di valorizzare al meglio tutte le risorse educative presenti nel tessuto sociale, le amministrazioni Comunali si avviano a divenire anche promotrici di una maggiore interazione fra la realtà pubblica e quella privata, ponendosi come garante della qualità relativa alla rete di servizi per la prima infanzia. In questo contesto e alla luce delle nuove possibilità offerte dalle ultime Leggi finanziarie, si fa spazio l’Asilo Nido Aziendale come valido strumento di mediazione tra Amministrazione Comunale e Imprese e come prezioso sostegno alla qualità dei ritmi di vita di lavoratori e lavoratrici. Attraverso queste linee guida si intende fornire alle Aziende interessate un primo spazio informativo per l’attivazione di un asilo nido aziendale. Lo scopo è quello di dare una visione d’insieme degli elementi fondamentali necessari per aprire un Asilo Nido con progetti in cui Imprese e Amministrazione si impegnano ad integrare la rete dei Servizi per la Prima Infanzia presenti sul territorio. cosa è un asilo nido L’Asilo Nido è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico volto a favorire la crescita dei bambini in età compresa tra i tre mesi e i tre anni e a supportare la famiglia nei suoi compiti di cura e di educazione, nel rispetto e nella valorizzazione delle identità individuali, culturali e religiose.

L'asilo nido è

- un luogo in cui la cura dei bambini è affidata in modo continuativo a figure diverse da quelle parentali, in un contesto esterno a quello familiare, in un ambiente sereno e idoneo a favorire ed incentivare la socializzazione, la crescita cognitiva ed emotiva del bambino, nel rispetto delle varie fasi e dei ritmi personali di sviluppo.

- un luogo di informazione, formazione e confronto tra operatori e genitori in relazione alle problematiche legate alla crescita ed educazione dei bambini.

- un luogo dove si vive, si lavora, si gioca, nell’interazione significativa con altri bambini ed altri adulti.

Perché creare un asilo nido aziendale

L'asilo nido, quale istituzione fortemente radicata nella comunità locale, ha saputo nel tempo proporsi e sperimentarsi attraverso diverse tipologie di servizio che potessero sempre più rispondere alle esigenze delle famiglie, in considerazione dei tempi di lavoro dei genitori e delle esigenze del territorio in cui è collocato. All’interno di questa realtà oggi si inserisce la proposta di asili nido nei luoghi di lavoro (nidi aziendali), contenuta nelle ultime leggi finanziarie. Tenuto conto che un asilo nido deve innanzitutto rispondere ai bisogni dei bambini, l’attivazione di un asilo nido aziendale può contribuire a:

- promuovere una conoscenza e un’attenzione verso le esigenze di lavoratori e lavoratrici e dei loro bambini;

- favorire un miglioramento della qualità della vita degli stessi, attraverso una diversificazione e riduzione dei tempi di accompagnamento dei figli;

- favorire una gestione dei ritmi e tempi familiari che consentano una valorizzazione delle risorse umane;

- promuovere un miglioramento del clima aziendale;

- creare rapporti di collaborazione con le amministrazioni locali;

- promuovere l’apertura dell’azienda al contesto sociale in cui è collocata.

asili nido aziendali fonti normative

La disciplina attuale in materia di Asili Nido aziendali è contenuta nelle seguenti fonti principali: Legge 18.10.2001 n.383 (Tremonti bis) L’art.4 prevede una detassazione del reddito di impresa e di lavoro autonomo reinvestito, escludendo dall’imposizione del reddito di impresa e di lavoro autonomo il 50% del volume degli investimenti in beni strumentali realizzati in eccedenza, rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti rispetto a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge, successivamente al 30 giugno 2001 e nell’intero periodo di imposta successivo. Dal calcolo della media può essere escluso quello dei cinque periodi in cui l’investimento è stato maggiore. Tale incentivo si applica anche alle spese sostenute per servizi di asili nido utilizzabili dal personale ed alle spese di formazione e aggiornamento. Legge 28.12.2001 n.448 (Finanziaria 2002) L’art.70 istituisce un fondo per gli asili nido nell’ambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Entro il 30 settembre di ogni anno il Ministro del lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle Finanze, provvede con proprio decreto a ripartire tra le Regioni le risorse del fondo (v.Decreto 11.10.2002). Le Regioni provvedono a loro volta a ripartire tali risorse tra i Comuni, singoli o associati, che ne fanno richiesta per la costruzione e gestione degli asili nido e di micro-nidi nei luoghi di lavoro. Il comma 6 prevede che le spese di partecipazione alla gestione dei nidi e dei micro-nidi nei luoghi di lavoro, siano deducibili dall’imposta sul reddito dei genitori e dei datori di lavoro nella misura da determinarsi con successivo Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (v. Decreto 17.5.2002). In base all’interpretazione derivante dalla Legge Finanziaria 2003, art.91, la deduzione si applica con riferimento ai nidi ed ai micro-nidi gestiti sia dai Comuni sia dai datori di lavoro. Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze 11.10.2002. L’art. 1, comma 2, definisce la dotazione del fondo per gli asili nido per l’anno 2002, determinandola in 50.000.000 di euro e definendo i criteri per la sua ripartizione: I. tasso demografico 0-2 anni (50%) 2. tasso di occupazione femminile (20%) 3. tasso di disoccupazione femminile (15%) 4. fabbisogno teorico in base alle liste di attesa (15%) Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17.5.2002 (decreto Tremonti) Il Decreto ha stabilito in 2.000,00 euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004 e per ciascun figlio, l’importo massimo deducibile dal reddito complessivo dei genitori, per la partecipazione alle spese di gestione dei micro-asili e dei nidi nei luoghi di lavoro. Lo stesso Decreto ha stabilito in 2.000,00 euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004 e per ciascun bambino ospitato, l’importo massimo deducibile dal reddito di impresa o di lavoro autonomo, per la partecipazione alle spese di gestione dei micro-asili e dei nidi nei luoghi di lavoro.

Legge 27.12.2002 n.289 (Finanziaria 2003) L’art.91 istituisce dall’anno 2003 il Fondo di rotazione per il finanziamento dei datori di lavoro che realizzano, nei luoghi di lavoro, servizi di asilo nido e micro-nidi, di cui all’art.70 della L.28.12.2001 n.448. Ai fini dell’ammissione al finanziamento i datori di lavoro devono presentare un’apposita domanda al Ministero del lavoro e delle politiche sociali con le seguenti indicazioni:

a) stima dei tempi di realizzazione delle opere

b) entità del finanziamento richiesto

c) stima del costo di esecuzione dell’opera Entro il 31.3.2003 il Ministero doveva emanare con proprio Decreto il prospetto contenente tali informazioni. I criteri per la concessione dei finanziamenti dovevano essere determinati con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero delle Pari Opportunità, entro il 31.3.2003 sulla base dei seguenti principi generali:

a) il tasso di interesse da applicare alle somme rimborsate non può essere inferiore allo 0,50% annuo

b) i finanziamenti devono essere rimborsati al 50% mediante un piano di ammortamento non superiore a 7 anni, articolato in rate semestrali posticipate corrisposte a decorrere dal terzo anno successivo a quello di effettiva erogazione delle risorse

c) equa distribuzione territoriale dei finanziamenti. La Legge e le successive direttive attuative contengono disposizioni in materia di servizi educativi per la prima infanzia, e definiscono i requisiti strutturali e organizzativi che gli stessi devono avere per ottenere l’autorizzazione al funzionamento. Requisiti qualitativi aggiuntivi rispetto a quelli previsti per l’autorizzazione al funzionamento sono determinati dall’art.19 della Legge che disciplina la procedura di accreditamento. Sia l’autorizzazione al funzionamento che la concessione dell’accreditamento sono di competenza dei Comuni Presso ciascuna Provincia è istituita una Commissione tecnica, con funzioni consultive, che esprime parere obbligatorio in relazione alle richieste di autorizzazione al funzionamento e di accreditamento e svolge attività di consulenza in materia di servizi educativi per la prima infanzia per la Regione e i Comuni. In tutte le regioni pertanto la realizzazione e la gestione dei nidi aziendali devono essere conformi ai requisiti strutturali e organizzativi della legge regionale e successive direttive e ottenere l’autorizzazione al funzionamento da parte del Comune competente. quali sinergie tra ente pubblico ed azienda La consapevolezza che maggiori livelli di complessità dei bisogni sociali richiedono una maggiore articolazione, flessibilità e personalizzazione delle risposte, ha determinato negli anni lo sviluppo di una concezione che attribuisce all’Ente Locale, oltre alla gestione diretta dei Servizi Educativi, un ruolo di promozione e valorizzazione di tutte le risorse presenti all’interno del tessuto sociale. Le esperienze significative di collaborazione tra Ente Pubblico e Privato nella gestione degli Asili Nido, hanno costruito un quadro di riferimento di un sistema integrato dei servizi, capace oggi di proporsi sul territorio in modo qualificato e flessibile. E’ all’interno di questo quadro di riferimento che l’Amministrazione Comunale, qualora le Aziende ne facessero richiesta, è disponibile, attraverso i propri tecnici, a fornire:

1. consulenza pedagogica per la fase di progettazione o ristrutturazione della struttura e di ripartizione degli spazi interni;

2. progetto pedagogico-organizzativo-gestionale da proporre all’Ente Gestore individuato dall’Azienda;

3. supporto pedagogico e controllo della qualità attraverso la formazione del personale impiegato;

4. incontri formalizzati di confronto tra i tecnici pedagogisti dell’Amministrazione e dell’Ente Gestore per la supervisione e verifica dei progetti pedagogici attivati.

In un’ottica di sinergia, è auspicabile che, laddove l’Azienda non raggiunga il numero di utenti sufficiente tra i propri dipendenti, decida di riservare la parte dei posti eccedenti per una convenzione con l’Ente Pubblico. scenario di riferimento Prima dell’avvio di qualsiasi procedura per l’attivazione di un asilo nido aziendale è opportuno che l’Azienda rilevi le necessità dei propri dipendenti in merito a questa opportunità. Sarà utile quindi, in una prima fase, analizzare le informazioni in possesso dell’Azienda e procedere ad una rilevazione della domanda attraverso gli strumenti ritenuti più opportuni. A tal proposito molte Amministrazioni Comunali, hanno attivato una indagine allo scopo di esplorare l’eventuale interesse verso servizi innovativi. quali criteri per l’attivazione di un asilo nido aziendale o interaziendale

ASILO NIDO INTERAZIENDALE

Qualora l’Azienda sia collocata in zone industriali o in quartieri artigianali o non abbia un numero sufficiente di utenti interessati, può valutare l’opportunità di realizzare il servizio congiuntamente a una o più aziende attraverso la formalizzazione di un rapporto giuridico tra le aziende stesse, quale un contratto di associazione o un consorzio di servizio. Definiti i principi generali e le diverse possibili tipologie (servizi educativi, integrativi, ricreativi) la legge stabilisce i requisiti strutturali, impiantistici, di arredo e organizzativi, prevedendo standard quantitativi e qualitativi. caratteristiche generali  La struttura può essere collocata in un luogo interno all’Azienda o nelle immediate vicinanze, costruita ex novo o ristrutturata per l’uso.

- La progettazione della struttura deve tenere presente, in tutte le sue fasi, il progetto pedagogico.

- Tutti gli spazi interni ed esterni devono possedere e mantenere nel tempo caratteristiche strutturali, impiantistiche, di arredo e di giochi tali da tutelare e promuovere la sicurezza, la salute e il benessere dei bambini e degli operatori.

- Deve possedere caratteristiche di sicurezza, igiene, funzionalità dell’ambiente, garantendo requisiti di tutela in relazione al benessere respiratorio, olfattivo, acustico, visivo e microclimatico.

- Deve essere dotata di accesso autonomo e gli spazi devono essere separati dagli ambienti di lavoro dell’azienda.

- Deve essere dotata di area verde opportunamente attrezzata e recintata ad uso esclusivo dei bambini.

- Deve articolarsi su una o più sezioni, fino ad un massimo di quattro, in relazione alla capienza, all’età e al numero dei bambini.

- Deve possedere spazi per i servizi generali quali: 1. cucina conforme alle norme vigenti in materia 2. locali per il personale 3. spazi destinati agli operatori e ai genitori per incontri e laboratori vari. requisiti strutturali Gli spazi destinati ai bambini e quelli a disposizione degli adulti devono avere caratteristiche che ne consentano un utilizzo flessibile in rapporto al progetto educativo.

- La metratura degli spazi per posto bambino è di 12 mq. suddivisi in: • mq. 8,5 per spazi destinati alle attività dei bambini • mq. 3,5 per i servizi generali e gli spazi destinati alle attività degli adulti.

- La sezione rappresenta l’unità spaziale ed organizzativa minima • è distinta per fasce d’età • è articolata in zone sulla base delle esigenze evolutive dei bambini • deve comprendere spazi idonei a svolgere le seguenti funzioni: a) gioco e attività individuali e di gruppo b) riposo c) pasto d) igiene personale.

- Gli spazi destinati ai genitori sono: • uno o più spazi attrezzati per l’accoglienza di bambini e genitori • uno o più spazi destinati a laboratorio per adulti Gli spazi devono essere attrezzati per consentire l’informazione e le comunicazioni sull’attività dell'asilo  nido.

- Gli spazi esterni devono prevedere:

a) mq. 10 per posto bambino

b) una zona riparata e pavimentata intermedia tra interno ed esterno

c) zone attrezzate con arredi e materiali diversificati per le attività ludiche

d) zone attrezzate solo a verde. Le aree con destinazione a parcheggi e a viabilità carrabili devono essere tenute separate dall’area di pertinenza dei bambini.

Il MICRONIDO

si differenzia dall'asilo nido solo in quanto prevede l’accoglienza di un numero ridotto di bambini. La ricettività minima e massima è fissata in 6 e 14 posti bambino. Per gli spazi interni valgono gli stessi criteri standard previsti per i nidi. requisiti organizzativi La Legge Regionale individua nella definizione del rapporto numerico tra personale e bambini uno dei principali elementi che concorrono a determinare la qualità di un servizio educativo. La determinazione del rapporto numerico deve tener conto del numero dei bambini iscritti e della loro età, con particolare attenzione ai bambini di età inferiore ai dodici mesi. Rapporti numerici: n. 5 bambini di età compresa tra i 3 e i 12 mesi per 1 Educatore; n. 7 bambini di età compresa tra i 12 e i 36 mesi per 1 Educatore; n. 10 bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi per ogni Educatore. L’orario di apertura di un asilo nido è stabilito in:

• superiore alle 8 ore giornaliere per un asilo nido a tempo pieno

• inferiore alle 8 ore per un asilo nido a tempo parziale La Legge 1/2000 prevede che i nidi d’infanzia possano funzionare ed essere organizzati con modalità diversificate, in riferimento sia ai tempi di apertura, sia alla loro ricettività, ferma restando l’elaborazione di progetti pedagogici specifici in corrispondenza dei diversi moduli organizzativi. I criteri organizzativi sono pensati in relazione al contesto in cui si agisce e devono quindi tener conto di spazi e tempi dei diversi attori coinvolti: bambini/genitori/operatori.

FASCE DI ETA’ DEI BAMBINI

La legislazione sugli Asili Nido prevede la presenza di bambini in una età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni. Di norma i bambini sono suddivisi in tre fasce di età:

- Lattanti: bambini di età compresa tra i 3 e i 12 mesi

- Piccoli: bambini di età compresa tra i 12 e i 24 mesi

- Grandi: bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi.

GRUPPI MISTI PER ETA’

Salvaguardando il gruppo dei più piccoli (sezione lattanti dai 3 ai 12 mesi) in cui è necessaria una organizzazione spazio/temporale che tenga conto dei ritmi diversificati di sonno e veglia e delle capacità motorie specifiche di questa età, è ipotizzabile una strutturazione dell'asilo nido su gruppi sezione misti per età (12 – 36 mesi). Tale scelta è giustificata da diverse motivazioni sia organizzative che pedagogiche. La diversificazione delle età consente:

- maggiore flessibilità ed equilibrio nell’accoglienza numerica della domanda

- risposta alle diverse esigenze dell’utenza del territorio in cui l'asilo nido è collocato

- opportunità di sperimentare e sviluppare relazioni significative tra bambini grandi e piccoli. procedure per l’autorizzazione al funzionamento

1) Documentazione e modulistica necessaria:

a. domanda, da parte del legale rappresentante, di autorizzazione al funzionamento in cui si specifica la tipologia di servizio per cui si richiede di essere autorizzati;

b. dati del legale rappresentante e fotocopia del documento d’identità; c. elenco della documentazione di legge presentata.

2) Invio della documentazione al Responsabile del Servizio Asili Nido, presidente della Commissione Tecnica Comunale (C.T.C.).

3) Presa visione della documentazione da parte della C.T.C.

4) Sopralluogo della C.T.C.

5) Valutata la presenza di tutti i requisiti di legge la C. T. C. invia la documentazione alla Commissione Tecnica Provinciale.

6) La C. T. C. ottiene il parere positivo dalla C. T. P.

7) La C. T. C. autorizza al funzionamento.

8) Apertura dell’asilo.

•Prima dell’avvio del procedimento, è consigliabile richiedere un parere preventivo dell’A..S.L., in merito ai requisiti strutturali e impiantistici, sia relativamente alla ristrutturazione di locali che si intendono destinare ad Asilo Nido, che alla progettazione e costruzione di una nuova struttura di servizio educativo.

• Durante la preparazione della documentazione e la esecuzione dei lavori eventuali, l’Amministrazione Comunale, attraverso i componenti della C.T.C. per l’autorizzazione al funzionamento, mette a disposizione i propri tecnici (geometra e pedagogista) per le consulenze necessarie.

• La C. T. C. ha la facoltà di procedere a verifiche periodiche per accertare la permanenza dei requisiti sulla base dei quali è stata concessa l’Autorizzazione al funzionamento. TEMPI L’Autorizzazione viene rilasciata entro 90 giorni dalla presentazione della domanda di autorizzazione al funzionamento. Durante tale periodo, qualora siano necessarie integrazioni alla documentazione presentata, la C. T.C. può sospendere i termini del procedimento, in attesa della presentazione dei documenti richiesti. E’ consigliabile iniziare le procedure per l’Autorizzazione al Funzionamento in tempi utili anche durante la fase dei lavori. L’autorizzazione al funzionamento ha validità 5 anni con rinnovo automatico; è fatto obbligo di comunicare gli eventuali cambiamenti effettuati o che si vogliono introdurre durante il funzionamento del servizio. quali criteri per una qualità dell'asilo nido.

L'asilo nido d’infanzia, sia che esso sia inserito all’interno delle istituzioni pubbliche, che nel sistema privato o nel sistema misto di gestione pubblico/privato, è in prima istanza un luogo di educazione dei bambini e delle bambine da 3 mesi a 3 anni. Quale unica istituzione educativa per i più piccoli, l'asilo nido ha costruito negli anni un’identità che, coniugando le esigenze di organizzazione familiare e i bisogni di accudimento dei piccoli, ha affermato la centralità del bambino nella sua globalità, nell’unitarietà dei suoi percorsi di crescita cognitivi, affettivi e relazionali.

L'asilo nido, in quanto luogo di vita quotidiana, è fatto di spazi, materiali, arredi, di proposte educative che coinvolgono i diversi personaggi che lo abitano: bambini, famiglie, personale. La costruzione e strutturazione dell’identità dei bambini è l’elemento fondamentale del percorso educativo all'asilo nido e il ruolo dell’educatore è di individuare e mettere in atto strategie educative, predisporre esperienze, in cui le diverse potenzialità del bambino si intrecciano nella costruzione della sua identità. Accompagnare la crescita dei bambini nel rispetto dei loro bisogni e della loro individualità, significa quindi costruire una pratica quotidiana coerente con il progetto educativo.

i bambini

Tempi e ritmi della giornata educativa:

- Accoglienza e commiato;

- Routine (pasto, riposo, cambio);

- Proposte di gioco e interazione tra pari. Questi sono i momenti fondamentali che evidenziano la differenza tra un servizio assistenziale e l'asilo nido come luogo educativo, perché costituiscono esperienze particolarmente pregnanti e significative per il bambino:

- per il coinvolgimento diretto e massiccio del suo corpo;

- per l’intensità di sensazioni e sentimenti che attivano;

- per l’intensità e l’empatia di rapporto con l’adulto;

- per l’importanza che rivestono rispetto al suo benessere fisico e quindi psicologico;

- per l’importanza formativa che queste esperienze hanno nella costruzione, individuazione, identificazione di sé (immagini di sé come separato, capace, competente, piacevole, desiderato, autonomo).

Attraverso un’attenta progettazione di tutte quelle situazioni che caratterizzano i tempi dell'asilo nido, siano esse le proposte di gioco, siano esse i momenti di routine, il bambino trova quelle occasioni che sono fonti di conferma e rassicurazione, di acquisizione di norme, di anticipazioni di avvenimenti, di controllo delle situazioni e possesso della realtà, fondamentali per la sua crescita. Nelle situazioni che scandiscono la quotidianità del bambino, il tempo e il ritmo della giornata all'asilo nido, attraverso momenti che favoriscono l’instaurarsi di piccole specifiche abitudini, la collaborazione tra l’educatore e il genitore gioca un ruolo fondamentale nel consentire al bambino di costruire una positiva immagine di sé e del mondo esterno. Poiché attraverso questi momenti il bambino costruisce la propria identità, il ruolo dell’educatore deve essere orientato a:

- garantire un rapporto individualizzato e personalizzato con ogni bambino;

- garantire conoscenza e valorizzazione di tempi, esigenze, competenze di ogni singolo bambino;

- sostenere e stimolare le competenze cognitive, affettive, relazionali per lo sviluppo dell’autonomia dei bambini. le famiglie Rapporti con i genitori e sostegno della genitorialità. L'asilo nido deve predisporre spazi, tempi e percorsi che promuovano la qualità delle relazioni familiari e intergenerazionali in un’ottica di incontro, comunicazione e scambio che valorizzi i diversi saperi. La gestione dei rapporti, individuali e di gruppo, avviene attraverso momenti istituzionali e momenti informali fondamentali per la costruzione di quel rapporto di fiducia che consente la collaborazione tra asilo nido e famiglia nell’educazione del bambino.

L’INSERIMENTO

L’inserimento costituisce un momento privilegiato fondamentale, in quanto processo relazionale che coinvolge bambino-genitore-educatore, nei primi momenti di conoscenza e frequenza dell'asilo nido. L’inserimento è un processo emotivo e psicologico delicato in cui avviene il passaggio dalla relazione madre-bambino ad uno spazio relazionale più ampio, dove interagiscono diversi interlocutori: educatrici, bambini, altri adulti (genitori/educatori). Vista la complessità e delicatezza di questa prima esperienza di separazione, è opportuno prevedere tempi e modalità adeguate per accompagnare la coppia madre/bambino in questo percorso di permanenza graduale del bambino, senza la madre, nel nuovo ambiente. Pur nella molteplicità di modelli educativi ed organizzativi restano fondamentali i seguenti criteri:

- stabilità, regolarità, prevedibilità delle figure adulte coinvolte (educatore/genitore)

- coerenza e chiarezza delle modalità e degli stili relazionali degli adulti educatori

- accoglienza e rispetto dei tempi e degli stili relazionali della coppia bambino/genitore. il personale Nell’avvio di un asilo nido che presenti criteri e garanzie di qualità come servizio educativo, è importante individuare risorse professionali con competenze specifiche. Il gruppo di lavoro deve essere composto da diverse figure professionali: coordinatore pedagogico, educatori, personale addetto ai servizi generali. COORDINATORE PEDAGOGICO Il Coordinatore pedagogico è una figura professionale dotata di laurea specifica ad indirizzo socio-pedagogico e socio¬-psicologico con compiti di:

- elaborazione del progetto pedagogico, esplicitando i modelli educativi di riferimento e gli obiettivi del servizio, attraverso il confronto e la condivisione del gruppo di lavoro;

- sostegno tecnico al lavoro degli operatori attraverso la conduzione del gruppo nelle diverse fasi di:

a) progettazione;

b) predisposizione degli strumenti per l’osservazione della relazione educativa e conseguente individuazione di strategie e modalità di intervento;

c) documentazione delle attività del servizio e verifiche relative;

d) monitoraggio e valutazione della qualità erogata e percepita dai diversi soggetti coinvolti;

e) definizione della struttura organizzativa del servizio;

f) rilevazione dei bisogni formativi del personale e proposte relative;

g) raccordo tra i servizi rivolti all’infanzia presenti sul territorio. EDUCATORI L’educatore di un asilo nido è una figura professionale a cui viene richiesto un ruolo complesso e articolato, una professionalità che si è definita nel tempo, attraverso una attenta riflessione sulla delicatezza della condivisione delle cure, tra famiglia e asilo nido, sulla centralità del ruolo della famiglia, sulla necessità di promuovere lo sviluppo e il sostegno non solo del bambino ma anche dei suoi genitori. Un educatore quindi deve:

- mediare per il bambino il passaggio tra la famiglia e l'asilo nido, tra il rapporto individuale e la progressiva scoperta del gruppo dei pari;

- accompagnare nella crescita attraverso l’osservazione dello sviluppo e della peculiarità di ogni bambino;

- consolidare nel bambino il senso della propria identità ed espressione di sé, attraverso momenti relazionali significativi tra adulti e bambini e tra i bambini stessi;  favorire una progressiva autonomia;

- organizzare e proporre esperienze in un ambiente adatto a promuovere il benessere e le capacità cognitive/relazionali dei bambini;

- comprendere e sostenere la storia relazionale del bambino, il vissuto dei suoi genitori, le aspettative educative nei confronti dell'asilo nido attraverso momenti di incontro/confronto individuale e di gruppo tra genitori ed educatori.

Questi elementi richiedono personale professionalmente capace che, oltre alla formazione di base (titoli di studio di legge), necessita di una formazione permanente come momento imprescindibile di confronto all’interno del gruppo di lavoro per riflettere, leggere, osservare, rielaborare la quotidianità dell'asilo nido e tradurla in pratica educativa intenzionale. La formazione, attraverso la proposta di una molteplicità di saperi, deve costruire quel ruolo professionale che vede l’educatore regista, organizzatore, costruttore e mediatore di rapporti e conoscenze, una figura che sa integrare il vedere, il sentire e il comprendere con l’accudire, il parlare, il fare. La formazione professionale deve inoltre consentire di superare la frammentarietà, definendo l’importanza di un raccordo tra i diversi servizi rivolti all’infanzia presenti sul territorio.

PERSONALE ADDETTO Al SERVIZI GENERALI

Le figure professionali addette a tali servizi sono due:

- personale ausiliario responsabile della pulizia e riordino degli spazi, degli arredi e dei materiali utilizzati nel corso della giornata all'asilo nido;

- personale di cucina responsabile dell’approvvigionamento delle derrate, del confezionamento dei pasti, del riordino e pulizia della cucina.

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